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Gente strana, i motociclisti. Qualcuno aggiungerebbe 'brutta razza', ma non è vero. Sono solo una variante del genere bipede implume. Hanno due ruote al posto dei piedi e un motore potente che pompa olio e benzina nelle vene. I motociclisti si spostano velocemente, qualche volta in rotta migratoria, più spesso secondo percorsi noti solo a loro. Ecco perche' è così difficile afferrarli, osservarli, catalogarli. Per riuscirci con efficacia è necessario diventare uno di loro, adottare il loro stile di vita, provare l' emozione dell'equilibrio instabile e del rischio calcolato. Incidentalmente, Vittorio Colombi è un motociclista. E un fotografo, naturalmente. Si è messo in testa di rinchiudere alcuni dei suoi simili nel suo studio/serraglio per qualche ora e fermarli nel tempo. Senza adeguarsi alle famiglie più comuni (il turista, il contemplativo, lo sportivo), ma esplorando la realtà che conosce meglio: la community di motociclisti Triumph che popola il sito Motard.it. Gente che viaggia a tre cilindri, anziche' a due o quattro. Gente dispari. Per andare oltre le apparenze, Colombi non si è servito di effetti speciali. Solo un po' di bianco e nero. Sono in molti a sostenere che ritrarre in bicromia aiuta ad arrivare dritto all'essenza delle cose, delle persone. Che i colori distraggono. Niente di tutto questo: semplicemente, è la dimensione espressiva di Vittorio. E il modo più diretto per raccontare le storie semplici dei motociclisti di Motard. Sbatti le palpebre, se ne sono già andati.
Testo di Muz
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